Carte d'arte on-line (www.cartedarte.it) - 020409

 

Budrio/Bologna

 

Un eclettico personaggio esce dalla provincia

 

Il Comune di Budrio, cittadina  a pochi chilometri da Bologna, si è inserito nel panorama espositivo italiano con la mostra "Augusto Majani, pittore, illustratore e uomo di spirito", dedicata all'artista budriese finora noto, specie con lo pseudonimo di Nasìca, quasi esclusivamente come caricaturista e illustratore: per la prima volta viene esposta anche la ricchissima produzione pittorica, fino ad oggi pressochè sconosciuta.

La mostra, che prosegue fino al 15 dicembre 2002, si articola in quattro sezioni, dedicate ai diversi aspetti dell'arte di Augusto Majani.

"Il Majani pittore", nell'ex chiesa di San Domenico, è una spettacolare e sorprendente esposizione dove trovano posto circa novanta dipinti, cromaticamente vivissimi e molti dei quali di grandi dimensioni, in gran parte inediti, provenienti da collezioni private, che coprono l'intera vicenda pittorica di Majani. Questo notevole patrimonio pittorico è stato una vera sorpresa, rintracciato dai curatori della mostra grazie a un paziente lavoro di ricerca e di studio, compiuto anche in base alla documentazione autografa di Majani, acquisita recentemente dal Comune di Budrio insieme a pubblicazioni, disegni, dipinti e all'album di fotografie con cui l'artista documentava le sue opere e la loro destinazione.

Le opere esposte, come “Mentana”, o il monumentale pannello art nouveau “L'Agricoltura”, oppure il meditativo “Estate montanina”, o come i dipinti dell'ultimo periodo, luminosissimi e dai toni squillanti, descrivono bene l'evoluzione dell'artista, che nell'arco di settant'anni - dal 1890 alla fine degli anni '50 - passò dal Postimpressionismo al Simbolismo (di cui Majani fu uno dei maggiori esponenti in Italia) fino al realismo.

Nelle settecentesche sale affrescate della Biblioteca Comunale “Augusto Majani-Nasica” è esposta tutta la produzione editoriale, che costituisce la sezione “Majani e l'editoria”: i libri editi dalla storica Casa Editrice Zanichelli, per la quale Majani disegnò per decenni illustrazioni e copertine, dando corpo e forma ai caratteri bolognesi del Sgner Piréin di Antonio Fiacchi e della Sgnera Cattareina di Alfredo Testoni, illustrando gli scritti di Olindo Guerrini-Lorenzo Stecchetti e di una lunga serie di autori minori; i lavori per l'editore e amico Formiggini di Modena, suicidatosi dopo le leggi razziali del ’38, gettandosi dalla Ghirlandina, per il quale realizzò “La secchia rapita” del Tassoni; i moltissimi giornali ai quali collaborò, a cominciare dal primo “II Resto del Carlino” allora appena fondato, ai periodici umoristici o di satira politica ai quali collaborò, i bolognesi “Ehi! ch'al scusa” e “Bologna che dorme”, di cui disegnò, quasi tutte le elegantissime copertine liberty, “Il Travaso”, “Italia ride”, “Il punto”, “Il Corriere dei Piccoli”.

II tema dell'illustrazione prosegue nella Pinacoteca Civica “Domenico Inzaghi”, dove sono esposte le oltre 100 tavole originali, a colori e in bianco e nero, della “Secchia rapita”, un autentico capolavoro del disegno umoristico, pubblicato nel 1918 dall'editore Formiggini, e il grande trittico sullo stesso tema.

Infine “L'opera grafica”, nella Chiesa di Sant'Agata raccoglie la parte più conosciuta dell'attività dell'artista, oltre 400 tra disegni, litografìe, manifesti pubblicitari, bozzetti e figurini teatrali.

Sono esposte in gran numero le caricature, una sfilata delle figure più in vista della cultura e della politica dell'epoca, ma anche popolani, personaggi eccentrici e volti noti - intellettuali, artisti, giornalisti, professori - acuta testimonianza della società italiana, e più specificamente bolognese, tra Ottocento e Novecento.

Insieme,  i disegni, particolarmente  quelli per i manifesti e gli avvisi pubblicitari (dei quali Majani fu anche copywriter ante litteram) rivelano uno dei grafici più interessanti dell'Art Nouveau italiana, dal segno netto, veloce, elegante.

L'organizzazione della mostra - fortemente voluta fin dal 1998 a Budrio - ha richiesto vari anni, e ha avuto come esito un'esposizione veramente esauriente sull'arte e sulla figura di Augusto Majani: i numeri - 90 dipinti, oltre 600 tra disegni, caricature e bozzetti, una quantità imprecisata di manifesti, cartoline, libri e scritti autografi - danno un'idea solo approssimativa dello sforzo sostenuto dal Comune di Budrio, che, sotto gli auspici della Regione Emilia Romagna e della Provincia di Bologna e con il patrocinio della Presidenza della Repubblica, è riuscito a trasformare quella che doveva essere una mostra a carattere locale in un evento di livello nazionale.

 

A Budrio in 4 sedi, fino al 15 dicenbre 2002:

da mercoledì a venerdì h 15-19; sabato domenica e festivi h 10,30-19.

Biglietto 6 ridotto 2: info 0516928263

 

 

Nota biografica

La ricchissima produzione artistica di Majani - grafica, illustrazione, caricatura, pubblicità, pittura, decorazione – è ampiamente giustificata dalla biografia dell'artista, che per tutta la sua lunga vita continuò a mantenersi sempre vivacemente creativo e produttivo.

Nato a Budrio, in provincia di Bologna, il 30 gennaio 1867, di famiglia modesta, Augusto Majani, dopo un triennio di studi tecnici, si iscrisse all'Accademia di Belle Arti di Bologna, dove ebbe maestri il pittore Augusto Sezanne e lo scrittore e studioso d'arte Enrico Panzacchi.

Nel 1887, appena ventenne, l'innata arguzia e l'abilità di disegnatore lo portarono a collaborare con il giornale umoristico “Ehi, ch'al scusa!”, sotto lo pseudonimo Nasìca con cui, da allora in poi, firmò i disegni e le caricature alle quali è a tutt'oggi legata la sua fama. Majani-Nasìca (il soprannome, di derivazione classica, era dovuto al suo particolare profilo, dominato da un grande naso aquilino) non interruppe più l'attività di disegnatore satirico, neppure quando nel 1889 si trasferì a Roma per completare gli studi accademici, frequentando artisti e intellettuali come Aristide Sartorio, Giovanni Mataloni, Giovanni Cena e aderendo al gruppo “In arte libertas” capeggiato dal pittore Nino Costa.

Rientrato a Budrio alla fine del 1894, iniziò una produzione pittorica che ben presto valicò i confini locali arrivando a Firenze, alla Mostra dell'Arte e dei Fiori, dove venne notato e apprezzato da Telemaco Signorini, poi a Venezia, alla Biennale, alla quale partecipò costantemente dal 1897 al 1924, quindi all'Esposizione Nazionale di Torino, alla Triennale di Milano, alla Mostra Internazionale di Bruxelles.

Non ancora trentenne Augusto Majani era già un pittore largamente conosciuto, senza peraltro mai abbandonare la remunerativa attività di illustratore e disegnatore che, anche a causa di un dissesto finanziario familiare, lo portò a legarsi stabilmente all’allora giovanissimo "Resto del Carlino", entrando a far parte dell'ambito culturale bolognese, all'epoca di assoluto prestigio in Italia; ebbe così l'opportunità di conoscere e frequentare Carducci, Pascoli, Olindo Guerrini, Alfredo Tastoni, Albano Sorbelli, Ottorino Respighi, entrando in. contatto anche con D'Annunzio, Oriani, Trilussa, Ojetti, Barbarani.

Il suo talento di disegnatore satirico lo portò a lavorare per numerose riviste, "Italia ride", "Novissima", "Bologna che dorme", "Fantasie", collaborando quindi con tutti i grandi artisti della grafica di allora, Chini, Bistolfi, Dudovich, Rubino, Cambellotti, Bompard, Tinelli, Romagnoli.      

La sua fu sempre una vita intensa di lavoro e stimolante culturalmente e socialmente: tra il 1904 e il 1906 Majani si dedicò anche alla politica, venendo eletto consigliere comunale a Budrio nella lista socialista, e nel 1905 ottenne la cattedra di figura all'Accademia di Belle Arti di Bologna, un incarico di prestigio e insieme riconoscimento e consacrazione come artista; conservò la cattedra fino al 1937, ed ebbe come allievi Giorgio Morandi, Osvaldo Licini, Giannino Lambertini, Norma Mascellani e Bruno Saetti.                   

L'insegnamento non si conciliava con l'impegno quotidiano come illustratore e caricaturista del "Resto del Carlino", da cui Majani, o meglio Nasìca, si congedò, continuando però l'attività di disegnatore per altri periodici e per la pubblicità e come illustratore per vari editori, Cappelli, Zanichelli, Formiggini, per il quale realizzò un vero capolavoro del disegno umoristico, "La secchia rapita" di Tassoni; alla prediletta  pittura riservò i periodi di vacanza, trascorsi dapprima a Lizzano in Belvedere, sull’Appennino emiliano, dove dipinse dal vero i paesaggi montani e le scene di vita campestre; poi, dal 1922, sulla Riviera Romagnola, riprendendo scene e personaggi della vita balneare. Trovò comunque sempre il tempo - spesso con gli amici Alfredo Testoni e Olindo Guerrini, e con l'immancabile compagnia della moglie Olga Lugaresi - per dedicarsi ad altre sue grandi passioni: il teatro, per il quale disegnò manifesti, scenografie, figurini, e la convivialità, che lo vide protagonista di cene e conferenze sulla gastronomia, di feste e conviti per cui realizzò menù, strenne e quelli che oggi si definiscono gadget.

L'avanzare dell'età non frenò Augusto Majani: nel 1947, in occasione del suo ottantesimo compleanno, venne organizzata dalla Famèja Bulgnèisa e dal Circolo Artistico bolognese una sua antologica, allestita presso la sede del Circolo Artistico in via Clavature, e nel 1950 pubblicò un libro autobiografico, "Ricordi fra due secoli, memorie di un caricaturista bolognese", nel quale descrisse fatti e personaggi incontrati nel corso della sua lunga carriera: nello stesso anno, trasferitosi a Buttrio, in provincia di Udine, presso la figlia Franca, moglie del conte D'Attimis Maniago, riprese a dipingere con rinnovata energia e con brillanti colori i paesaggi della campagna friulana. Mori a Buttrio l’8 gennaio 1959, poco dopo la moglie Olga: entrambi sono sepolti a Budrio.

Da allora gli sono state dedicate varie mostre: nel 1960 a Bologna e Milano, nel 1974 e nel 1976 a Bologna, nel 1988 a Budrio, nel 1993 a Cà ed Metusco di Budrio.

 

(c.s.)