Carte d'arte on-line (www.cartedarte.it) - 020108

 

L'economia della cultura  -  1 

 

L'esempio di Bilbao

 

Il Museo Guggehneim di Bilbao fu costruito grazie ad un accordo tra la Fondazione Solomon Guggenheim di New York, il Governo Autonomo del Paese Basco e la banca oggi internazionale  ma di origine basca BBVA (quotata anche alla nostra Borsa di Milano), che sostenne la spesa con un finanziamento cospicuo. La decisione e poi la costruzione suscitarono molte discussioni e diverse critiche, oggi del tutto superate dal successo dell’operazione;  il Museo ha ora reso pubblici i risultati del 2001, che, messi in rapporto con l’economia del Paese Basco, secondo uno studio appositamente commissionato ad una società indipendente che risponde al nome di Kpmg Consulting, appaiono ancor più interessanti.

Ecco di seguito alcuni dati. Ben l’82 % dei visitatori giungono o rimangono espressamente a Bilbao per la visita del Museo, che genera un flusso di cassa complessivo, derivante da varie attività, di circa 150 milioni di €, pari  a una spesa per visitatore di circa 160 €.

All’interno del Museo, dalla biglietteria al bookshop alla caffetteria ecc., la spesa complessiva ha quasi raggiunto i 9 milioni di €.  Parlando sempre di Euro, quasi 125 milioni costituiscono l’ammontare della spesa esterna al Museo, così analiticamente ripartita: oltre 40 milioni per ristoranti, bar e simili; quasi 16 per lo shopping; oltre 50 per alberghi e alloggi; 11 per trasporti e acquisti di carburante; oltre 7,6 milioni in cultura e tempo libero, come cinema teatri e visite ad altri musei e gallerie.

Considerando effetti diretti ed indiretti, il totale delle spese derivate dal Guggenheim ha generato per il Paese Basco nell’anno preso in esame quasi 123 milioni di € di Pil, Prodotto interno lordo: ciò vuol dire un contributo determinante per il mantenimento di 3212 posti vari di lavoro ed un ammontare complessivo di varie tasse prelevate pari a quasi 19,7 milioni. Inoltre si traduce, sempre per il Paese Basco, in un indotto di ulteriori 45 milioni di Pil, che significano il mantenimento di 1203 posti di lavoro ed il prelievo di tasse per oltre 7 milioni di €: il totale generale si misura sempre in Euro in oltre 168 milioni di Pil, quasi 27 milioni di tasse ed il mantenimento di 4415 posti di lavoro. Sono cifre del tutto importanti, da grande azienda.

Non dimenticando che l’anno passato ha visto con gli eventi dell’11 settembre una diminuzione notevole degli spostamenti in tutto il mondo, il risultato del Guggenheim è del tutto lusinghiero: il numero dei visitatori ha raggiunto i 930.000 (4.531.500 dall’aperura dell’ottobre ’97): rispetto a prima, i visitatori provenienti da fuori dai confini autonomi del Paese Basco sono passati dall’82 all’83 %, gli stranieri (non spagnoli) dal 46 al 48 %: l’origine geografica degli stranieri è così ripartita: 16 % baschi, 36 % spagnoli, 12 % francesi, 8 % Usa, 7 % inglesi, 5 % italiani come i tedeschi, 11 % altri. 

I 45 programmi educativi hanno avuto ben 238.764 partecipanti: più di 179.000 i visitatori individuali che hanno usufruito di programmi a loro destinati come le visite guidate ecc., 18.554 gli  alunni di varie scuole assistiti, 5.800 gli insegnanti o educatori; 35.000 persone hanno frequentato i corsi di orientamento per famiglie.

Il Museo ha superato i 14.000 associati (da noi potrebbero essere tali gli “Amici”...), con un aumento del 17 % rispetto all’anno precedente; sono 140 le società o aziende contribuenti, di cui 40 nella massima categaria “Sostenitori/Trustees”, 17 “Benefattori” e 83 “Associati”. Il livello dell’autofinanziamento complessivo, compresi gli sponsor, ha toccato nell’anno quasi  il 73 %.

Nell’anno l’attività del Museo ha visto susseguirsi, oltre a sei nuovi allestimenti parziali delle sue collezioni permanenti, tre mostre temporanee: Giorgio Armani, il maggior successo di pubblico con 529.000 visitatori, Il mondo di Nam June Paik, e Frank Gehry Architetto, autore non a caso dell’ormai famoso edificio stesso del Museo; l’anno s’era aperto in presenza della mostra della Collezione Panza, di arte povera e concettuale. Il Museo ha vinto nell’anno tre importanti premi internazionali ed ha visto come visitatori alcuni personaggi di masimo livello della cultura, della politica e dell’economia del mondo.  

 

Arrigo Quattrini