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Imola in musica

 

Questa stagione, che ha raggiunto il numero 47, del Circolo della Musica di Imola, dovuta alla grande passione, al costante attivismo, alla professionale capacità dei coniugi Montanari, presenta un calendario del tutto lusinghiero e continua a fare di Imola un faro internazionale della musica. E non solo per questa lunga serie di stagioni concertistiche, nell'ambito delle quali hanno trovato ospitalità attenta anche delle benemerite "conversazioni" di grandi specialisti, ma anche per il grande successo dell'Accademia Pianistica di Imola, che con giusto orgoglio presenta il prossimo 14 febbraio la "sua" Ingrid Fliter, seconda classificata nel 2000 al concorso "Chopin" di Varsavia.

Ecco dunque il testo di presentazione del programma per esteso.

 

Giovedì 10 ottobre 2002 l'Orchestra Sinfonica della Radiotelevisione Russa diretta da Sergej Politikov ha inaugurato la stagione concertistica 2002-2003. Il programma di sala comprendeva due celebri sinfonie di compositori slavi, la Sinfonia n. 6 "Patetica" di Ciajkovskij e la Sinfonia n. 9 "dal Nuovo Mondo" di Dvorak. La "Patetica" fu composta alla fine del 1892 e si distacca dalle altre sinfonie di Ciajkovskij sia per il carattere rassegnato e malinconico sia per la struttura inusuale che prevede, come finale, un movimento lento e desolato al posto del consueto movimento allegro e festoso. Composta anch'essa nel 1892 durante il soggiorno negli Stati Uniti di Dvorak, la Sinfonia "dal Nuovo Mondo" fu largamente ispirata dalle musiche popolari americane, anche se le assunzioni di motivi presi da esse non sono mai dirette, ma fortemente mediate e filtrate attraverso la sensibilità europea.

 

E' impegno caratteristico del Circolo della Musica di Imola organizzare stagioni di concerti di musica da camera nelle quali il livello artistico sia omogeneamente elevato e nello stesso tempo presentare programmi nei quali gli artisti riescano a esprimere al meglio le loro capacità. Per questo motivo essere presenti nelle stagioni del Circolo della Musica rappresenta un qualificato riconoscimento di un raggiunto prestigioso livello artistico. A questo distintivo livello uniforme dei concerti proposti dal Circolo della Musica si aggiunge, da alcuni anni a questa parte, un concerto di eccezionale valore artistico dedicato alla musica barocca per solisti, orchestra e coro, con un direttore che rappresenta quanto di più significativo offre il mondo musicale attuale. Abbiamo così potuto ascoltare e ammirare, ad esempio, l'anno scorso Ton Koopman con la sua Amsterdam Baroque Orchestra e precedentemente Trevor Pinnock con l'Orchestra dell'English Consort.

Quest'anno è stato invitato un direttore che è regolarmente presente nei calendari dei più importanti teatri del mondo ed è interprete di eccezionale valore delle più famose pagine per orchestra e coro del Settecento e dell'Ottocento: Helmuth Rilling con la sua Internationale Bach-Akademie Stuttgart, un insieme costituito da coro (Gächinger Kantorei) e orchestra (Bach-Collegium Stuttgart). La tessitura piacevolmente trasparente della pagina musicale, i precisi dettagli dell'orchestra e del coro, una chiara articolazione del fraseggio rappresentano gli aspetti distintivi di questo direttore. L'opera che verrà eseguita mercoledì 11 dicembre, con la partecipazione anche di quattro solisti, è il Messiah di G. F. Haendel, non però nella versione originaria che abbiamo già ascoltato con Trevor Pinnock, bensì nell'arrangiamento che Mozart ne fece quasi cinquant'anni dopo, arrangiamento che il Barone van Swieten commissionò a Mozart per adattare la partitura ai nuovi gusti dell'epoca, soprattutto nella parte strumentale. Un'altra diversità significativa rispetto al concerto di Pinnock deriva dal fatto che Rilling utilizza un'orchestra con strumenti moderni e poco concede al cosiddetto stile barocco. La tournée italiana del maestro Rilling comprende tre città: Torino (Lingotto), Milano (Società del Quartetto), Imola; quella europea si concluderà a Vienna al Musikverein.

 

Una novità di quest'anno sono i due concerti affidati a giovanissimi ma già affermati interpreti, che la critica internazionale ha unanimemente esaltato per la tecnica eccezionale, le straordinarie doti espressive e la piena maturità interpretativa: la ventiduenne violinista americana Hilary Hahn e la diciannovenne violoncellista coreana Han-Na Chang. La sensibilità per le sfumature, il rubato appena accennato, la nobiltà dell'archetto, il senso del lirismo senza indulgenze, l'agilità virtuosistica, la naturalezza dell'interpretazione, la immacolata coordinazione tra la mano sinistra e la destra sono gli aspetti che i critici hanno ammirato in Hilary Hahn, stupiti per la maturità con la quale ha affrontato le Sonate e Partite di J. S. Bach nel suo primo disco del 1998. Alla straordinariamente dotata violoncellista Han-Na Chang ha dato il suo entusiastico imprimatur S. Rostropovich, accogliendola come allieva quando aveva appena sedici anni e dirigendola nel suo primo CD: la disarmante semplicità con la quale segue la linea musicale, la consumata abilità e il corretto livello di energia che dimostra in ogni momento, il magistero del suo fare musica, profondamente istintivo nella risposta lirica alla linea melodica, ricordano secondo molti critici il giovane Menuhin.

Tali entusiasti giudizi rendono questi giovanissimi artisti meritevoli di essere presentati nella nostra stagione; Hilary Hahn suonerà martedì 3 dicembre (con Nathalie Zhu al pianoforte) la piacevolissima Sonata D574 che Schubert compose ad appena vent'anni e la celebre e ultima Sonata di Debussy, oltre alla estroversa e gioiosa Partita per violino solo n. 3 di Bach, mentre il concerto di Han-Na Chang (con Daria Hovora al pianoforte) è previsto per martedì 25 febbraio e comprende la Sonata op.6 di Strauss, la Fantasiestucke op.73 di Schumann, con melodie di straordinaria bellezza, e la Sonata op.119 che Prokoviev compose nel 1949 e dedicò a Rostropovich.

 

I pianisti della stagione sono Grigory Sokolov e Arcadi Volodos, ambedue russi, oltre alla giovanissima allieva dell'Accademia di Imola, Ingrid Fliter, seconda nell'ottobre 2000 in un prestigioso concorso quale il "Chopin" di Varsavia, che ha laureato alcuni dei maggiori talenti del nostro tempo.

Dopo avere vinto il concorso Ciajkovskij nel 1966 ad appena quindici anni, Grigory Sokolov ha potuto intraprendere una splendida carriera internazionale nella quale si è imposto per le sue straordinarie doti tecniche di titano del pianoforte soltanto quando il mutato clima politico lo ha permesso. La considerevole potenza del braccio e della mano unita a un profondo coinvolgimento emotivo, il romantico ardore che proietta nella pagina musicale, la passione eroica e la appassionata declamazione rendono Sokolov un grande virtuoso della tastiera, col quale, secondo la critica specializzata, anche Richter e Gilels nel massimo fulgore della loro carriera avrebbero avuto difficoltà a competere.

Nel suo leggendario debutto del 1998 alla Carnegie Hall di New York l'allora ventiseienne Arcadi Volodos confermò di essere uno dei grandi pianisti del nostro tempo, un virtuoso per il quale le grandi difficoltà tecniche non esistono e che nello stesso tempo è in grado di presentare ogni brano con un sicuro senso dell'equilibrio; egli possiede una tecnica semplicemente stupenda, anche se sempre al servizio della qualità della musica, e la sua sonorità può essere delicata oppure tempestosa e appassionata. Dotato di una precisione e di una sensibilità eccezionali, Volodos possiede il senso magico del flusso e della chiarezza dello sviluppo della pagina musicale.

Avremo pertanto la possibilità di confrontare due tra i migliori pianisti virtuosi della scuola russa e valutarne sia gli aspetti comuni sia quelli che li rendono diversi. Sokolov, che abbiamo già ascoltato nella stagione 1997-98, suonerà lunedì 18 novembre la settima Sonata di Prokofiev e tre Sonate di Beethoven, mentre Volodos sarà presente venerdì 6 dicembre con un programma, presentato in agosto al Festival di Salisburgo, che comprende musiche di Scriabin, Schubert e Liszt.

La pianista Ingrid Fliter, espressione del livello eccezionale dell'Accademia Pianistica di Imola, suonerà invece venerdì 14 febbraio, nella prima parte, due Sonate di Haydn e la Sonata di Schubert D959, mentre la seconda parte è dedicata a celebri composizioni di Chopin.

 

Dopo i grandi interpreti del Lied della seconda metà del XX secolo, sta ora emergendo un nuovo gruppo di giovani interpreti di grande talento. Alcuni tra essi li abbiamo presentati nelle passate stagioni; quest'anno ascolteremo, martedì 26 novembre, il migliore interprete inglese, il tenore Ian Bostridge, accompagnato come d'abitudine dal pianista Julius Drake. Bostridge, anch'egli presente al Festival di Salisburgo di quest'anno, viene ammirato per il suo profondo coinvolgimento nel testo poetico e per l'innata abilità sia nel presentare ciascun brano in modo naturale, sia al tempo stesso nel metterne in evidenza il significato più autentico, il tutto ottenuto con la più grande naturalezza, senza tradire alcuno sforzo vocale o tecnico. Il programma eclettico della tournée comprende pagine famose di Schubert e di Britten, il compositore inglese che aveva nel tenore Peter Pears il suo interprete ideale. Il particolare tono vibrante che suscita l'ammirazione dello spettatore, l'enfasi nella pronuncia della parola, i pianissimi quasi flautati saranno elementi distintivi di questa serata con Ian Bostridge.

 

Ascolteremo di nuovo uno dei più celebri quartetti del nostro tempo, il Quartetto di Tokyo, nel concerto conclusivo della stagione, martedì 25 marzo. L'ultima volta che esso venne a Imola, nel 1995, si era appena infortunato il primo violino canadese Peter Oundjian (che già aveva sostituito Koikiro Harada) e si presentò in modo inusuale come quartetto con pianoforte; ascoltarlo con un nuovo primo violino è pertanto una esperienza che merita di essere fatta anche per cercare di capire in quale misura si è modificato il loro approccio alla musica. Il programma di sala comprende musiche di Haydn, Schubert e Brahms.

L'ascolto dell'ineguagliata viola di Yuri Bashmet alla guida dei Solisti di Mosca è un'esperienza che rinnoveremo giovedì 13 marzo; il programma, estremamente originale, comprende numerose composizioni o trascrizioni per viola e orchestra: il Concerto in stile romantico di Reger, la Sinfonia per viola e orchestra ("Tredicesima") di Shostakovic, il Concerrto per viola e archi di Paganini (nell'arrangiamento dello stesso Bashmet), la "Trauermusik" per viola e orchestra di Hindemith, l'Andante e Rondò "ungarese" per viola e orchestra di Weber. L'ampia dinamica e la trasparente bellezza del suono di Bashmet, talvolta sontuoso come un violoncello, altre volte serico come un violino, oppure oscillante tra questi due estremi, rendono memorabile ogni suo concerto.

Il violinista Uto Ughi è da sempre ospite regolare del Circolo della Musica; il bellissimo ed espressivo suono del suo violino, caldo e dolce nello stesso tempo, dall'intonazione perfetta che ricorda quella di Kreisler, sono diventati ormai parte della nostra esperienza musicale. Rinnovarla è perciò sempre un grande piacere. La serata con Ughi (accompagnato dal pianista Alessandro Specchi) è prevista per mercoledì 29 gennaio.

 

Tre sono le conversazioni-concerto presenti nella stagione 2002-2003, con relatori ben noti al pubblico imolese. Martedì 5 novembre Piero Rattalino dedicherà la serata, con la partecipazione della pianista Ilia Kim, al compositore russo Sergej Prokoviev nel cinquantenario della morte (1953). Lunedì 13 gennaio Carlo Forlivesi presenterà una sua composizione, Japanese Window, per suoni di koto e shakuhachi (strumenti tradizionali giapponesi) elaborati al computer, accompagnati dai movimenti coreografici della danzatrice Sayuri Unou. Lunedì 17 febbraio Paolo Fenoglio parlerà su "Gioco, trasgressione, leggerezza e drammaticità: la figura di Mozart tra classicismo e illuminismo".

 

Il programma di questa stagione del Circolo della Musica di Imola è realizzato con il concorso di: Comune di Imola, Provincia di Bologna, Regione Emilia-Romagna, Fondazione Cassa di Risparmio di Imola, Ami e Mercatone Uno.

 

Info: 0542 22762