Carte d'arte on-line (www.cartedarte.it) - n. 020205

 

Danza

 

Danzando in Emilia-Romagna

 

Maggio e giugno sono quest’anno mesi particolarmente ricchi per quanto riguarda l’offerta di spettacoli di danza in Emilia Romagna, soprattutto grazie a Reggio Emilia, città diventata ormai da tempo meta abituale per gli appassionati di tutta la regione.

Il 16 maggio, infatti, si è aperto il Festival Reggio Emilia Danza (www.iteatri.re.it), che proseguirà fino al 23 giugno proponendo una serie di spettacoli di sicuro interesse, articolati in quattro sezioni: “Omaggio a Mats Ek”, dedicato all’intelligente coreografo svedese; “Il balletto dei balletti”, che propone tre diverse versioni del Lago dei Cigni; “Italia Danza”, una panoramica delle ultime creazioni di alcuni tra i coreografi italiani attualmente più apprezzati; “Progetti speciali”, comprendente un Defilé di danze afro, hip hop, funky e jazz per le vie del centro storico. Oltre agli spettacoli, sono poi previsti incontri con artisti, presentazioni di libri e video, workshop pratici.

Se tutti i dodici spettacoli della rassegna meritano senz’altro di essere visti, volendo concentrare tempo ed energie può forse valer la pena di puntare sulle tre versioni del Lago dei cigni. Creato sulle musiche di Čajkovskij, esemplare frutto della creatività ballettistica di fine Ottocento, il Lago è stato tramandato ai posteri nella versione coreografica di Marius Petipa e Lev Ivanov che venne rappresentata per la prima volta a Mosca nel 1895, ma poi, in più di un secolo, è stato continuamente ripreso e rivisitato in molteplici varianti, più o meno fedeli al capolavoro originale. Il Festival RED ci permette di percorrere alcune tappe di questa lungo percorso, proponendoci di assistere alla filologica versione ideata da Vladimir Bourmeister nel 1953 ed interpretata dal “Balletto del Teatro Stanislavsky di Mosca” (25 e 26 maggio), apprezzabile sia per la qualità della costruzione coreografica che per l’alto livello dell’interpretazione, alla rilettura fatta nel 1987 da Mats Ek (18 maggio), connotata da chiavi di lettura ricche di riferimenti alla società attuale e da un originale e spesso commovente vocabolario di movimento, e infine all’attualissima creazione del belga Jan Fabre (1 e 2 giugno), non solo coreografo ma anche artista figurativo appassionato di entomologia e biro Bic, di cui abbiamo di recente visto a Bologna, nell’ambito del notevole Festival Non Io, la performance My Movements are Alone Like Streetdogs, in cui una potente danzatrice islandese si dibatteva tra panetti di burro e cani appesi al soffitto.

Un altro appuntamento significativo, non solo per i ballettomani ma per tutti coloro che non sono indifferenti agli artisti eccezionali, è poi quello proposto dal Teatro Comunale di Modena (www.emiliaromagnateatro.com) e dal Teatro Comunale di Ferrara (www.teatrocomunaleferrara.it), che a breve distanza di spazio e di tempo (28 e 29 maggio il primo, 4 e 5 giugno il secondo) ci offrono la possibilità di ammirare dal vivo la mitica Sylvie Guillem, vera e superba ballerina, qui anche autrice delle coreografie di un altro classico, Giselle.

Spostandosi a Riccione si può invece seguire il ricco Festival Riccione TTV (www.riccioneteatro.it) che, dal 30 maggio al 2 giugno, propone una rassegna della più attuale produzione di video-teatro e di video-danza, con proiezioni e rassegne dedicate ad artisti di spicco nel panorama europeo, con un concorso riservato a filmaker e videomaker italiani che abbiano prodotto lavori sulle arti sceniche e con un buon numero di postazioni-video individuali che lasciano gli appassionati ad un’immersione totale in un’arte ben affermata ma ancora in piena evoluzione, che si colloca su un mobile confine che separa ed avvicina arti visive ed arti performative.

E a Bologna? Per ora l’unica timida proposta di una città quasi completamente deserta per il mondo della danza proviene dal Teatro Comunale (www.comunalebologna.it) che, al posto della Serata Glen Tetley promessa da un programma di qualche tempo fa, ospiterà il debutto di La fin du jour (dal 23 al 26 maggio), balletto creato dal neoclassico Fabrizio Monteverde, per il corpo di ballo del MaggioDanza. Che si tratti di uno spiraglio promettente?

 

Elena Cervellati