Carte d'arte on-line (www.cartedarte.it) - 040401

 

Bacon: quando la pittura lenisce la nevrosi

 

Due distinte mostre ricordano che in questi giorni d'aprile 2004 cade il dodicesimo anniversario della scomparsa di Francis Bacon, artista inglese di nascita irlandese, essendo nato nel 1909 a Dublino. Una a Parigi, nelle sale della Fondazione Dina Vierny-Museo Maillol, è curata da Michael Peppiatt: nelle sale non grandi di rue de Grenelle, a ridosso delle sculture dell'artista francese Aristide Maillol e di altri patrimoni della Fondazione, sono allineati un buon numero di lavori di Bacon, provenienti da varie parti del mondo, da prestatori pubblici e privati ed anche da gallerie commerciali che ancora li detengono. Il titolo della mostra, "Bacon: il sacro e il profano" comprende opere diverse, per tema, per data ed anche per qualità: sembra che il filo che le ha riunite, a detta del curatore, sia soltanto il fatto di essere state poco mostrate e dunque essere poco conosciute. E la tesi sottesa, che Bacon fosse ateo e per alcuni veementemente ateo, non ci sembra dimostrata da questa mostra. 

Certo un omosessuale praticante non deve aver avuto vita facile nell'Europa del primo mezzo secolo ventesimo, come anche più tardi; certo neppure nella protestante e anglicana Gran Bretagna; certo non frequentava chiese Bacon, ma casinò, bassi fondi equivoci per antonomasia e compagni non sempre esemplari; certo in occasione della sua prima retrospetiva alla Tate nel 1962 il suo compagno, un pianista ex pilota di aerei da guerra, morì nei momenti dell'inaugurazione. E George Dyer, altro compagno e modello di tante pitture, morì alla vigilia dell'apertura della mostra del 1971 al Grand Palais di Parigi. Ma quante crocefissioni ha dipinto Bacon ? e perchè proprio dipingendo crocefissioni ha cominciato la sua carriera ? e quanti papi e cardinali ha raffigurato? Piuttosto in entrambe le mostre, e soprattutto in una piccola galleria privata parigina, vengono evocate ed in parte mostrate le foto dello studio londinese dell'artista: amici ed anche fotografi professionisti vi furono di tanto in tanto ammessi a fotografarlo in quel suo piccolo ambiente stipato e letteralmente ricoperto a vari strati di oggetti e di immagini della storia dell'arte sia antica che moderna: una miriade di riproduzioni strappate da giornali riviste libri cataloghi, che, ora si capisce, costituirono forse ragione di vita e non solo d'ispirazione. Il lavoro di catalogazione di tutto quanto fu ritrovato dopo la scomparsa dell'artista nel non grande atelier londinese è arrivato al numero 7000 di un inventario non ancora esaurito. 

Così se andiamo all'altra mostra, a Basilea, o meglio alla periferia della città svizzera, vicino al confine tedesco, nelle sale ampie dell'edificio di Renzo Piano della Fondazione Beyeler, allora ci possiamo rendere conto dell'importanza davvero vitale della storia della pittura per Bacon. Questa straordinaria mostra, sotto il titolo "Bacon e la tradizione dell'arte", riunisce opere scelte da Barbara Steffen per dimostrare - e lei ci riesce e qui le mostra dal vivo - le origini dell'ispirazione di Bacon. Sedici tesi, sedici gruppi tematici che affiancano ai lavori di Bacon le opere che li hanno ispirati: da Tiziano a Picasso, da Velasquez a Degas, da Goya a Giacometti, da Ingres a Van Gogh, da Géricault agli altri. Oltre alle opere degli artisti pittori, la curatrice ha anche testimoniato i rapporti di Bacon con la fotografia e con il cinema; in due angoli protetti della mostra vengono proiettati in continuità brani di Buñuel e di Eisenstein, della Corazzata Potiomkin le sequenze della carrozzina che scende a precipizio la scalinata... 

Tutto documenta il tramite indispensabile e ineludibile tra il lavoro "orrendamente sublime" di Francis Bacon e la "bellezza insondabilmente perfetta" di opere che gli sono state modelli e fonti di vita. 

La mostra di Parigi chiude il 30 giugno; quella di Basilea il 27 giugno, ma da sola vale il viaggio (d'altra parte Basilea e i suoi dintorni, quanto ad arte, architettura e ambiente offrono moltissimo).

 

A.Q.